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Arriva Garibaldi 2007

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Rievocazione Storica - Lendinara 17 giugno 2007

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Giuseppe Garibaldi, Jessie White Mario e Alberto Mario: tre protagonisti del Risorgimento italiano.

Ricorre quest’anno il bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi, il leggendario “Eroe dei due mondi”, protagonista di spicco del Risorgimento italiano e artefice della spedizione detta dei “Mille”, attraverso la quale il regno di Sicilia, governato dai Borboni, fu unito al Piemonte governato dai Savoia (fatto che diede origine al Regno d’Italia).
Anche Lendinara si sta preparando a celebrare degnamente la ricorrenza. L’Amministrazione Comunale, d’intesa con quella Provinciale e con l’Associazione lendinarese “Amici di Garibaldi”, costituitasi per l’occasione, sta predisponendo un programma di manifestazioni celebrative, tutte finalizzate a sottolineare il particolare legame di ideali, di sentimenti e di memorie che unisce la nostra città a Giuseppe Garibaldi. Infatti Lendinara ha dato i natali ad Alberto Mario, che a fianco di Garibaldi combatté per l’unità nazionale. partecipando, in camicia rossa, la divisa dei garibaldini, a molte imprese e diventando insieme alla moglie, l’inglese Jessie White uno dei collaboratori più stretti e fidati dell’Eroe dei due mondi; insieme a lui, inoltre, altri lendinaresi hanno partecipato alle spedizioni militari garibaldine, rendendo ancora più stretto il legame ideale tra lui e la nostra città.
In virtù del rapporto privilegiato stabilitosi attraverso l’amicizia e la stretta collaborazione dei coniugi Jessie e Alberto Mario, Lendinara nel 1866, al termine della 3° guerra di indipendenza, conferì la cittadinanza onoraria a Giuseppe Garibaldi, e lo acclamò come eroe nel 1867, quando egli fece visita alla nostra città, accolto e ospitato dal sindaco Marchiori nella sua casa, Ca’ Dolfin” (nell’attuale v. Garibaldi) dal cui balcone egli rivolse ai lendinaresi, un indirizzo di saluto; a Lendinara divenne anche Presidente onorario della Società operaia di mutuo soccorso.
Se ripercorriamo le tappe salienti della vita di Garibaldi, di quella di Jessie White e di Alberto Mario, possiamo comprendere i rapporti e i legami che li hanno accomunati e valutare il ruolo e l’importanza che queste tre personalità hanno avuto nel Risorgimento e nel processo di unificazione dell’Italia.

Giuseppe Garibaldi (Nizza 1807- Caprera 1882)

Detto ”l’Eroe dei due mondi” per avere combattuto di qua e di là dell’Atlantico (Europa e America) in favore degli oppressi, è l’eroe della unificazione nazionale italiana. Viene sempre rappresentato con una camicia rossa (che divenne la divisa dei suoi soldati) o con un poncho, indumento tipico dell’America latina.
Nato a Nizza nel 1807, entrò fin da giovane nella marina mercantile. Divenuto membro della “Giovine Italia”, la società segreta fondata da Mazzini che intendeva realizzare l’unificazione dell’Italia in una repubblica democratica, fu condannato a morte per aver organizzato una ribellione nella flotta del Regno piemontese (1834). Fuggito quindi da Genova (che apparteneva al regno piemontese) si rifugiò nell’America del sud dove prese parte alle locali lotte per l’indipendenza, acquisendo una vasta esperienza militare, e dove conobbe Anna Maria Ribeira da Silva (Anita) che divenne sua moglie.
Tornato  in seguito in Italia, partecipò a capo di truppe volontarie a tutte e tre le guerre di indipendenza (1848, 1859 e 1866); a lui si devono inoltre la spedizione dei Mille (1860) con cui conquistò, in nome di Vittorio Emanuele II di Savoia, il Regno delle due Sicilie (in pratica tutta l’Italia meridionale) e vari tentativi per liberare Roma dal governo pontificio e renderla capitale del Regno d’Italia che si era nel frattempo costituito.
Repubblicano convinto, seppe mettere parzialmente da parte le sue idee pur di realizzare l’unificazione dell’Italia: per questo non esitò a combattere a fianco del Re di Sardegna ogni volta che se ne presentò l’occasione; uomo di sicure capacità militari, seppe attirare a sé giovani volontari che lo affiancarono nelle sue imprese, ma anche intellettuali italiani e stranieri (soprattutto in Inghilterra dove godeva di una popolarità enorme). Di animo generoso, nel 1870 accorse a difendere la Francia - che lo aveva sempre ostacolato nei suoi tentativi di conquistare Roma- minacciata dalla potenza prussiana. Negli ultimi anni della sua vita, pur risiedendo a Caprera (isola a nord della Sardegna) partecipò abbastanza alla vita politica italiana, essendo divenuto deputato al Parlamento. Morì a Caprera nel 1882.

Jessie White Mario (Portsmouth, Inghilterra 1832- Firenze 1906)

Giornalista, scrittrice, donna d’azione, fin da giovane si appassionò alla causa del Risorgimento italiano facendo propaganda politica in Italia e all’estero e partecipando a quattro campagne militari. Nacque a Portsmouth, Inghilterra, nel 1832, in una famiglia borghese. Venuta giovane in Italia, entrò in contatto con Garibaldi e con i circoli mazziniani presso i quali conobbe il lendinarese Alberto Mario con cui condivise la lotta politica (anche il carcere) e la vita, avendolo sposato in Inghilterra nel 1857. Partecipò alle spedizioni garibaldine come organizzatrice e responsabile del servizio infermieristico. Visse col marito fra Firenze e Lendinara; conobbe e frequentò i maggiori intellettuali e politici del tempo, ospitandoli nelle abitazioni di Firenze (sulla collina di Bellosguardo) e di Lendinara (all’inizio dell’attuale via Santuario). Di molti di costoro pubblicò le biografie, alternandole con inchieste sulla realtà sociale e politica italiana. I suoi articoli sulla realtà italiana erano indirizzati soprattutto a giornali inglesi e americani.
Alcuni anni dopo la morte del marito si stabilì a Firenze, non senza aver prima donato il brolo (frutteto) dei Mario, avuto in eredità, alla Società operaia lendinarese perché vi realizzasse delle case popolari, come si ricorda sulla lapide posta lungo via del Santuario. Morì a Firenze nel marzo 1906. Il centenario della sua morte è stato celebrato lo scorso anno con varie iniziative dal Comune di Lendinara.

Alberto Mario (Lendinara 1825 – Lendinara 1883)

Giornalista, commentatore politico e di costume, patriota, partecipò agli eventi più importanti del Risorgimento italiano e fu in rapporto con Mazzini e Garibaldi al quale era legato da amicizia.
Nacque a Lendinara nel 1825, ma dalla città natale fu costretto ad allontanarsi nel 1848 per aver partecipato alla rivolta antiaustriaca degli universitari padovani (8 febbraio); esule, partecipò volontario alla 1° guerra di indipendenza, poi stabilitosi a Genova frequentò, da repubblicano qual era, ambienti mazziniani; qui conobbe nel 1857 Jessie White con la quale fu anche incarcerato; sposatisi l’anno seguente, i due vissero qualche tempo a Londra fino a che Mazzini li inviò negli Stati Uniti per fare propaganda alla causa italiana fra gli emigrati.
Tornati in Italia richiamati dalla 2° guerra di Indipendenza (1859), i due non giunsero in tempo per parteciparvi, ma l’anno dopo presero parte alla spedizione dei Mille. In seguito Alberto Mario partecipò sempre come volontario a fianco di Garibaldi, alla 3° guerra di Indipendenza (1866) con la quale anche il Veneto (e quindi Lendinara) fu unito al Regno d’Italia.
A Lendinara ritornò fuggevolmente, da Firenze dove risiedeva, nel febbraio del 1867 per accompagnare Garibaldi e Acerbi in campagna elettorale per le prime elezioni parlamentari cui il Veneto partecipava. Tornò per stabilirsi nel suo paese dal 1869 e qui fu Consigliere Comunale e Consigliere Provinciale. Come Consigliere Comunale si occupò di istruzione pubblica (per una scuola efficiente e laica), come Consigliere Provinciale perorò interventi a rimedio della disastrosa situazione idrica del Polesine e si prodigò per ottenere interventi da Roma anche prima della disastrosa rotta dell’Adige del 1882; per questo motivo, a Roma si recò più volte, anche già gravemente malato. Morì a Lendinara nel 1883 ed è qui sepolto nel cimitero “nuovo” costruito anche in seguito alle sue polemiche.
A lui Lendinara deve anche la fondazione della Società Operaia di Mutuo Soccorso (1866) di cui fu prima presidente, poi presidente onorario. Nel corso della sua vita collaborò a vari fogli di ispirazione mazziniana, scrisse articoli per giornali italiani e stranieri sulla situazione italiana e pubblicò “La camicia rossa” sulla spedizione dei Mille.

Il programma della manifestazione 2007 pdf