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La Verità Negata

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la verita negata home IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DELLA MEMORIA

Martedì 28 gennaio 2020 alle ore 15,30
Ex Pescheria, Riviera del Popolo - Lendinara

 


AMMINISTRAZIONE COMUNALE - AUSER UNIVERSITA’ POPOLARE - Sezione ANPPIA di Lendinara
in occasione della GIORNATA della MEMORIA presentano il film

La verità negata

la verita negata locandina

Un film di Mick Jackson con Rachel Weisz, Andrew Scott, Timothy Spall, Tom Wilkinson, Mark Gatiss, Harriet Walter, Jack Lowden, Alex Jennings, Caren Pistorius, Andrea Deck.
Genere Biografico durata 110 minuti.
Produzione USA, Gran Bretagna 2016.

La storia di Deborah Lipstadt, una professoressa che ha intrapreso una battaglia legale contro il negazionista David Irving.

Nel 1996 il saggista britannico negazionista ed esperto di Adolf Hitler David Irving intentò una causa di diffamazione contro l'editore Penguin Books e l'accademica americana ebrea Deborah Lipstadt. Ne seguì una lunga istruttoria che culminò nel 2000 in un processo di 4 mesi tenuto a Londra. Coinvolti furono i migliori avvocati del Regno Unito a difesa della donna, mentre Irving decise di rappresentarsi da solo. Dalle vicende processuali, la Lipstadt scrisse un libro nel 2005 intitolato "Denial: Holocaust History on Trial" a cui si ispira il film di Mick Jackson.
Contrariamente a quanto si possa pensare, 'La verità negata' non è un film sull'Olocausto. O meglio, lo è solo nella misura in cui esso costituisce l'oggetto della negazione che rimanda al processo di cui argomenta il film. Di fatto, come viene più volte riferito nel testo, "è come affermare che Elvis è vivo". Pesi diversi ma concetti identici: al centro vi è la rimozione forzata dell'evidenza, della Verità. Perfetta (per una volta) è quindi la traduzione italiana dell'originale 'Denial' in quanto contiene le parole chiave d'apertura alla comprensione di un'opera più filosofica che storica.
Legal drama per eccellenza, il film del britannico Mick Jackson naviga felicemente su due binari: da una parte aderisce egregiamente alla materia d'ispirazione, dall'altra utilizza tale materia per innalzarla a un livello simbolico. Il merito va al talentuoso sceneggiatore David Hare, capace di restituire alla parola tutti i sensi che il semplice significato spesso trascura, pur attingendo termini e frasi direttamente dagli atti processuali. La Parola è infatti la grande protagonista di questa solida pellicola, ingigantita da interpreti di incontestabile perfezione tra cui spicca la performance sensibile eppure potente di Tom Wilkinson. Il suo avvocato Richard Rampton costituisce l'emblema fra il professionista che cerca le prove persino ad Auschwitz (misurando distanze fra oggetti che dovevano esserci e non ci sono più) e l'uomo che tenta di trattenere una causa ad alto tasso emotivo dentro ai ranghi razionali di una corte. Se il sistema giudiziario britannico fa il suo (pare che, dopo questo processo, sia persino cambiato) nella impostazione del dispositivo dialettico, il vero nucleo semantico del testo risiede in ciò che non è detto e non è esibito. Tutto è confutabile fino a prova contraria e non cè sterminio che tenga: basta mettere in discussione 4 fori nel tetto di una camera a gas per negare l'Olocausto. Allora - come saggiamente accetta di fare Deborah Lipstadt - vale la pena delegare altrove la propria coscienza, per il bene di una causa che non può riguardare il proprio ego.
Se lo stile registico del film non presenta scossoni da nessun punto di vista tanto da poterlo definire classico, è la profondità della sceneggiatura a fornire il valore più pregiato. Perché difendere la libertà di parola non significa difendere le menzogne.



Nell’occasione verranno esposti alcuni oggetti in uso tra gli ebrei nel campo di concentramento di Mauthausen



la cittadinanza è invitata a partecipare


Vedi locandina pdf





Per informazioni:
Biblioteca Comunale "Gaetano Baccari"
sede Sede: Via G. B. Conti, 30 - Lendinara
telefono Tel. 0425 605665-6-7-8
fax Fax 0425 605667
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