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Itinerari religiosi

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LA CHIESA DI S. BIAGIO
(guida multimediale, numero verde gratuito 800 745551 codice 186)

Affacciata sull'Adigetto, ci dà il benvenuto a Lendinara la chiesa di S. Biagio, elegante nelle sue connotazioni neoclassiche. La facciata è caratterizzata dalle quattro colonne del pronao che sostengono il frontone decorato, ai vertici, da statue. Le due ali laterali, di dimensioni ridotte, sono delimitate da ampie arcate chiuse a pieno centro.

Chiesa di San Biagio Da una di queste ali si erge il campanile seicentesco. Notizie dell'esistenza a Lendinara di un oratorio dedicato a S. Biagio si hanno fin dal Duecento, quando vi era annesso il convento che gli Umiliati abbandonarono solo ne corso del XV secolo.

Nel 1473, dopo la temporanea reggenza di un sacerdote secolare, chiesa e convento passarono ai frati gerolimini (o fiesolani). I francescani zoccolanti subentrarono ai fiesolani nel 1669 e ressero chiesa e convento fino al 1769. Da quell'anno S. Biagio passò sotto il giuspatronato dei nobili Minio. Lo stato della chiesa, divenuta arcipretale nel 1786, era tale da richiedere una radicale risistemazione guidata dal 1803 dal valente architetto lendinarese d. Giacomo Baccari. Con i permesso dei Minio, i lavori iniziarono lo stesso anno e si protrassero sino al 1813, per riprendere poi nel 1829 con la collaborazione dello Jappelli, quando si abbandonò definitivamente l'idea del Baccari di decorare la facciata con due campanili. La nuova chiesa fu consacrata nel 1884. Nel corso di questo secolo vi furono altri interventi: vennero poste le vetrate (1922, ditta Maffioli di Venezia), si costruì il coro ligneo (1926, G. Businari di Padova) e si inserì l'organo (1926, Malvestio di Padova). Fra il 1980 e il 1989 venne eseguito un accurato restauro. L'interno dell'edificio, diviso in tre navate, è modulato dalle imponenti colonne che separano la navata centrale dalle laterali ed il coro del presbiterio. Sotto il profilo architettonico, si può considerare S. Biagio come la reinterpretazione data dal Baccari alla chiesa del Redentore del Palladio. Vi troviamo opere d'arte di notevole interesse, come la pala del primo altare a sinistra, raffigurante Il Cristo crocifisso e i Santi Marco e Carlo Borromeo - proviene da Bagnoli (PD) - attribuita al Malombra (primi anni secolo XVII); il dipinto di Gregorio Lazzarini, dell'altare vicino, raffigurante l'esaltazione dell'Eucarestia da parte di Santi francescani (1725 ca.). Sul terzo altare di sinistra è posta invece la pala con S. Antonio da Padova e angeli dipinta da A. M. Nardi nel 1942. Proseguendo lungo il deambulatorio, troviamo prima un quadretto con S. Bellino, la pala con L'Immacolata Concezione venerata dai Santi Biagio e Francesco eseguita dal Lazzarini (1725 circa) ed un dipinto cinquecentesco di scuola veneta raffigurante La Sacra Famiglia, S. Giovannino, S. Elisabetta e donatori.