Evento n. 175 dalla riapertura (7 settembre 2007)

SiorTita-2STAGIONE DI PROSA 2013/2014 DEL TEATRO COMUNALE BALLARIN (3 settembre 2014 bicentenario del teatro)

7 dicembre 2013, ore 21
TEATRO STABILE DEL VENETO
TEATRI E UMANESIMO LATINO spa
con la distribuzione di Arteven
Circuito Teatrale Regionale

SIOR TITA PARON
di Gino Rocca

con (in ordine alfabetico)

Anna De Franceschi , Davide Dolores,
Francesco Folena Comini , Riccardo Maschi,
Giacomo Rossetto, Laura Serena
Andrea Tonin , Anna Tringali

Scene : Alberto Nonnato
Costumi : Lauretta Salvagnin
Luci : Andrea Patron

Regia di Lorenzo Maragoni

Sior Tita Paron è un dramma abilmente nascosto tra le righe di una perfetta macchina comica, una commedia feroce, lucida e terribilmente divertente. Un'affiatata squadra di servitori si ritrova all'improvviso a contendersi l'inaspettata eredità del defunto paron, e il piccolo paradiso in cui ognuno a modo suo riusciva ad approfittare delle ricchezze della casa entra subito in crisi. Il maggiordomo Tita, nominato inaspettatamente unico erede, diventa immediatamente centro dei sospetti e dell'ostilità degli altri servitori, e la lotta intorno all'improvvisa ricchezza è un gioco senza esclusione di colpi, in cui continuamente si fanno e disfano alleanze, si mente, si tradisce, si cerca di difendere con ogni mezzo le proprie piccole conquiste, il proprio angolo di territorio, senza potersi più fidare di nessuno. Per i nove personaggi si tratta di resistere al cambiamento in tutti i modi possibili: alle relazioni si preferisce il gioco dei ruoli, al confronto la logica del noi contro di loro, alla sincerità il non detto, in una serie infinita di occasioni mancate di una comunicazione a viso aperto tra esseri umani.

Gino Rocca scrive Sior Tita Paron nel 1928, in anni difficilissimi. Lo dedica al figlio Guido, con l'indicazione (o forse il monito) “Queste creature, che s'incamminano con lui, perché le trovi e le riconosca un giorno”. Ottantacinque anni dopo, le stesse creature sono ben presenti intorno a noi, siamo noi o quel che corriamo il rischio di diventare, quando nelle nostre relazioni familiari e sociali rinunciamo al dialogo e ci accorgiamo di non avere nulla con cui sostituirlo. La storia dei personaggi di Rocca, dell'ubriacone Serafin, del rissoso ortolano Nane, della cuoca Carlotta, della sognatrice Teresina, e naturalmente dell'imprevedibile Tita, è una storia che ancora, e forse più che mai, oggi ci riguarda.Per mettere in scena Sior Tita Paron allora la scelta è ricaduta su una squadra di giovani attori, affiatati e complici, al servizio della comicità e del ritmo del testo. Attori capaci di giocare al gioco dei ruoli con spietata (auto)ironia, capaci di ricostruire sulla scena, amplificate e distorte, le relazioni quotidiane di una società in cui la comunicazione si gioca le ultime, preziosissime carte.

                                                                          Lorenzo Maragoni

 

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